Friday, January 08, 2010

21 rose, 21 re, 21 diamanti nella mia mano, 21 lune senza te, 21 giorni sull'altopiano

Quanto tempo è passato dall'ultimo post? Troppo...

Ad ogni modo, nell'ultimo mese:
- sono stata a Roma per il raduno di Paola Turci e ho rivisto "facce amiche" di persone che forse esistono solo in queste circostanze per poi svanire nel nulla;
- ho avuto la conferma che il Natale non mi piace;
- ho visto Venezia per la prima volta e mi è sembrata surreale, almeno quanto l'abergo stile pretty woman in cui ho dormito;
- ho visto Minerva crescere (più in lunghezza che in altezza... ma questo è un dettaglio!) e fare amicizia con un sacco di cani;
- sono stata in vacanza e ho già ripreso a lavorare.

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Saturday, June 27, 2009

La felicità è il mare con il sole all’orizzonte

Torno dopo qualche giorno di mare con qualche bruciatura e una gita a Nizza, molto carina anche se un po' caotica. Cosa porterà questa estate?

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Monday, January 05, 2009

Burn to be voyagers

Ecco l'aggiornamento della mappa dei viaggi che ho fatto.

Era davvero tanto tempo che speravo di vedere gli Stati Uniti colorati di rosso!

Europa: 16 Paesi visitati; percentuale 33%.
Stati Uniti: New York; New Jersey.
Mondo: 17 Paesi visitati; percentuale 7%.

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Friday, January 02, 2009

That's New York

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Tuesday, December 30, 2008

Somewhere in America you wake a little different, forget where you have been, remember where you are...

È difficile mettere a fuoco esattamente quello che sono stati questi giorni a New York. So solo che ora “I love New York” non è più solo una scritta su una maglietta.

NY è quella che ti aspetti con i grattacieli, le luci dei neon, i taxi gialli che puoi fermare con un semplice segno della mano, i tombini fumanti, i senzatetto e i carretti che vendono gli hotdog ad ogni angolo della strada ma NY è anche arrivare nel New Jersey e in 15 minuti essere a Manhattan; è passeggiare per Central Park ammirando gli splendidi colori autunnali delle piante e come Salinger chiedersi dove vanno le anatre quando i laghi sono ghiacciati; è vedere il Dakota Building dove abitava John Lennon e di fronte al quale è stato assassinato; è camminare per la Broadway, Times Square, Wall Street e la Fifth Avenue; è fermarsi ad ascoltare un padre e i suoi 5 figli di colore che cantano per la strada e guardare un ragazzo che balla break dance sulla metropolitana; è apprezzare le opere d’arte del Metropolitan e del Moma; è chiedersi cosa ci trovino di buono nel caffè di Starbucks e assaggiare i glazed doughnut; è ridere di quelli che non sanno pattinare ed eppure si ostinano a farlo al Rockefeller Center e a Bryant Park; è ammirare la bellezza del Ponte di Brooklyn, del Chrysler Building e del Flatiron; è comprare della frutta a Union Square Garden; è incantarsi di fronte alle insegne degli spettacoli sulla Broadway e al Ed Sullivan Theater dove registrano il "David Letterman Show"; è passare per China Town e immaginare cosa dovesse essere Little Italy all’inizio del ‘900; è prendere il battello per Staten Island e trovarsi di fronte alla Statua della Libertà; è vedere gli scoiattoli a Battery Park; è salire all’86esimo piano dell’Empire State Building e godersi la città dall’alto; è tornare bambini davanti alle vetrine animate di Macy's e di Lord 'n Toys; è non stupirsi più nel vedere l'ennesima limousine; è sentire una signora in macchina cantare a squarciagola "If I were a boy" di Beyonce; è entrare nella Penn Station e ritrovarsi casualmente al Madison Square Garden; è sentire le sirene risuonare nel cuore della notte; è fare un giro ad Harlem e a Brooklyn e rendersi conto che NY non è solo Manhattan; è pensare, guardando quello che resta di Ground Zero, a cosa deve essere stato essere a NY durante l’11 settembre; è sopratutto fare amicizia con un autista di colore della metropolitana e stupirsi della gentilezza, della simpatia e della voglia di comunicare dei newyorkesi.






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Monday, December 22, 2008

Andata solo andata senza mai un ritorno e abbiamo fatto piani per un nuovo mondo

Sono in partenza. Dopo domani sarò in volo per New York.

Non ero così emozionata per un viaggio da quando avevo 14 o 15 anni e sono stata un mese in Irlanda da una famiglia irlandese o quando sono partita per Londra con mia sorella e la sua amica Elena. La sensazione di libertà e di essere per la prima volta in un altro mondo, che ho provato allora, è ciò che ho ricercato sempre nei miei viaggi successivi.

"«Capitolo primo. Adorava New York. La idolatrava smisuratamente». No, no, è meglio «La mitizzava smisuratamente», ecco. «Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero, e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin». Ahhh, no, fammi ricominciare da capo. «Capitolo primo. Era troppo romantico riguardo a Manhattan, come lo era riguardo a tutto il resto. Trovava vigore nel febbrile andirivieni della follia e del traffico. Per lui New York significava belle donne, tipi in gamba che apparivano rotti a qualsiasi situazione». Eh, no... stantio, roba stantia... di gusto uhm... Insomma, dai, impegnati un po' di più. Da capo. «Capitolo primo. Adorava New York, anche se per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea. Com'era difficile esistere in una società desensibilizzata dalla droga, dalla musica a tutto volume, televisione, crimine, immondizia». Troppo arrabbiato. Non voglio essere arrabbiato. «Capitolo primo. Era duro e romantico come la città che amava. Dietro i suoi occhiali dalla montatura nera, acquattata ma pronta al balzo, la potenza sessuale di una tigre». No, aspetta, ci sono. «New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata». ["Manhattan" - Woody Allen]

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Monday, September 22, 2008

Il cielo visto dal fondo del mare, anche se appare deformato, resta sempre il cielo

Weekend passato al mare. Sabato gran bel sole mentre domenica ha piovuto ma è andata bene lo stesso.

Sono stata ad Antibes, che mi sembra sempre più che sia splendida, e ho visitato sia il Museo di Picasso che quello di Peynet. Mi sono molto divertita anche all'esposizione delle pietre preziose e dei fossili.

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Monday, August 18, 2008

Saudade de Lisboa

Tre giorni a Lisbona per apprezzarla molto. Un po' decaduta ma con un forte carattere e comunque inconfondibile con i suoi colori delle sue case.

Il nostro albergo era proprio vicino al Rossio, quartiere decisamente multietnico e variopinto e comodo per raggiungere i posti principali della città. Di fronte c'era proprio il capolinea del famoso tram 28, che si arrampica su per i vicoli della città vecchia.

La piazza principale è la Praça do Comercio con l'arco trionfale e da cui si può vedere il ponte del 25 aprile che unisce Lisbona a Almada e il Cristo, simile a quello di Rio de Janeiro, costruito per ringraziare Dio del mancato coinvolgimeto del Portogallo nella seconda guerra mondiale. Da questa piazza parte Rua Augusta, la via principale del centro con negozi e ristoranti e in cui c'è il famoso ascensore Elevador de Santa Justa. Molto bello il famoso caffè degli artisti A Brasileira, che si trova nella zona del Chiado.

La parte che più mi è piaciuta è però l'Alfama, quartiere antico e povero di Lisbona in cui è nato il fado, dove si può ammirare il Castello di Sao Jorge e la cattedrale di Lisbona.

Imponenti invece i monumenti del Belem, dove si trovano la Torre, il Monumento ai Descombrimentos, dedicato a tutte le scoperte portoghesi, e il Monastero dos Jeronimos costruito in onore di Vasco de Gama, scopritore della rotta per l'India.




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